
Don Federico Faraca è stato lo storico parroco di Lago, in provincia di Cosenza, guidando la comunità locale per quasi cinquant’anni.
La sua figura ha lasciato un segno profondo nel tessuto sociale e religioso del paese calabrese.
Nasce a Pedace (Cosenza) il 24 maggio 1915
Viene ordinato sacerdote il 16 luglio 1940 a Laurignano da mons. Eugenio Raffaele Faggiano (vescovo di Cariati). Nello stesso giorno riceve l’ordinazione anche don Giuseppe Vairo, futuro vescovo.
Diventa parroco di Lago nel 1946, rimanendo in carica ininterrottamente fino al 1994. Durante la sua lunga permanenza, si spende a 360 gradi per la comunità, sostenendo iniziative di carattere sociale, associazionistico e supportando i coltivatori e i lavoratori locali.
Morte: Scompare a Lago il 31 ottobre 1994 all’età di 79 anni.
Per preservare la sua eredità spirituale e sociale, il suo successore don Giancarlo Gatto ha curato la pubblicazione di volumi commemorativi che raccolgono testimonianze e fotografie d’epoca relative al suo operato:
- Don Federico Faraca parroco di Lago (1946-1994). Testimonianze ed immagini di una presenza a tutto campo (Edito da Progetto 2000, 1996).
- Una seconda edizione speciale è stata riproposta in occasione del 25° anniversario della sua scomparsa per ripercorrere gli anni del suo ministero.
Don Federico assume la guida della parrocchia di Lago nel 1946, in pieno periodo di ricostruzione post-bellica, mantenendo l’incarico ininterrottamente per ben 48 anni fino all’anno della sua morte.
Il suo ministero è stato caratterizzato da una presenza a tutto campo nella comunità laghitana:
Impegno sociale e Coldiretti: Sostiene attivamente il mondo del lavoro locale e i coltivatori. In quegli anni la Coldiretti locale operava a stretto contatto con la parrocchia, fungendo da solido punto di riferimento sociale e politico per la forte componente agricola del territorio.
Posizioni politiche rigorose: Fedele alla linea della Chiesa del secondo dopoguerra, don Federico esercita una ferrea opposizione alle ideologie social-comuniste. Le cronache storiche locali ricordano che nei primi anni ’50 applicò con estremo rigore i dettami religiosi dell’epoca.
Sotto il suo parrocato si tengono momenti storici per il paese, come l’inaugurazione nel 1946 il monumento a Cristo RE dietro la chiesa di san Giuseppe e del monumento dedicato a Fra Bernardo dello Spirito Santo (opere dello scultore locale Girlando Politano), eventi che videro il coinvolgimento ravvicinato delle massime autorità religiose e civili del tempo.
Don Federico Faraca e il Presepe di San Giusepperappresentano una delle pagine più suggestive e durature della storia comunitaria di Lago.
È proprio grazie a un’intuizione di Don Federico che ha avuto inizio la tradizione del Presepe Artistico Monumentale, che ancora oggi copre un’area di ben 200 metri quadri all’interno dell’omonima chiesa.
La storia di questo connubio si sviluppa attraverso aneddoti d’archivio e caratteristiche precise:
La Notte della Nascita (Natale 1975)
Come ricordato nelle testimonianze dirette raccolte dagli Amici del Presepe Lago, la scintilla scoccò a ridosso del Natale del 1975:
Al rientro della tradizionale novena natalizia serale, Don Federico – avvolto nella sua inconfondibile “zimarra”– scorse un gruppo di suoi ex chierichetti (divenuti noti come “i ragazzi della notte”).
Il parroco propose loro a bruciapelo di costruire un presepe all’interno della Chiesa di San Giuseppe.
I ragazzi accettarono pensando a un lavoro semplice e veloce da sbrigare con statuine di gesso tradizionali. Rimasero invece sbalorditi nello scoprire che in sagrestia erano custoditi antichi pastori storici di grandi dimensioni (alti dai 60 ai 70 centimetri), realizzati tra il 1928 e il 1930 con teste in creta cruda, arti in legno scolpito e abiti contadini d’inizio Novecento.
Il Ruolo di Don Federico e lo Sviluppo dell’Opera
Don Federico affidò formalmente la commissione e le chiavi della chiesa a questo gruppo di giovani guidati da Nicola Scanga. Quello che doveva essere un “lavoretto da quattro tavole e qualche chiodo” si trasformò in una grandiosa impresa artigianale.
Il sostegno del parroco fu fondamentale per incoraggiare la comunità a trasformare il presepe in una vera opera d’arte. Don Federico intuì il potenziale di aggregazione sociale e di valorizzazione della memoria storica del paese attraverso questa rappresentazione sacra…..